“Gli uomini hanno paura che le donne ridano di loro, le donne hanno paura che gli uomini le uccidano”
Questa frase della scrittrice Margareth Atwood mi è tornata con forza in mente il 28 ottobre 2025, quando l’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite ha dato pubblicamente della “strega” alla Relatrice ONU per i territori palestinesi occupati Francesca Albanese.
Poco dopo, a inaugurare il nuovo anno nella data emblematica del 6 gennaio 2026 (coincidenza? Destino?) Renee Nicole Good, 37 anni e 3 figli, viene uccisa con 3 colpi di pistola in faccia davanti a casa sua, a Minneapolis, presumibilmente per non aver preso troppo sul serio un agente dell’ICE.
“Ecco, ci siamo, le streghe sono tornate!” mi sono detta.
Ma chi sono, esattamente, “le streghe”?
Perché se in alcuni casi furono donne di sapere e libero pensiero vissute per loro sfortuna in tempi di ignoranza e fanatismi
(ogni riferimento a fatti o persone NON è puramente casuale)
è anche vero che l’odio per le donne è antico, radicato e non conosce “discriminazioni” tra sapienti e ignoranti, giovani e vecchie, belle e brutte, ma solo momenti storici in cui si è manifestato con maggiore o minore impatto.
Un odio che contamina anche il “civile” occidente e che ripercorreremo attraverso il filtro della storia e del cinema, sempre capace di illuminare e talvolta prevedere lo spirito del tempo.
ALL’INIZIO FU IL VERBO.
Per comprendere il segreto della solidissima alleanza tra il fenomeno della caccia alle streghe e la misoginia occorre andare alle radici della nostra cultura e rivolgerci ai … Padri del pensiero occidentale!
Aristotele ad esempio: per lui la donna è “un uomo mancato”, dunque “difettoso e manchevole per natura”, e la prospettiva non migliora certo con i Padri della Chiesa, che sulla scia del racconto biblico consideravano Eva la costola di Adamo, ovvero il pezzo di un intero!
Per San Paolo infatti la donna deve essere sottomessa all’uomo e soprattutto stare zitta, e così è stato per la filosofa e astronoma Ipazia, che nel 2009 il regista spagnolo Alejandro Amenabar ci ha raccontato in Agorà.
Convinta con troppo anticipo che fosse la terra a ruotare attorno al sole e non viceversa ma soprattutto donna a capo della scuola neoplatonica di Alessandria, nel 415 d. C. fu accusata di stregoneria dal vescovo Cirillo e lapidata a morte dai suoi seguaci, una cricca di fanatici cristiani!
Nella visione giudaico – cristiana infatti la donna sembra rivestire due ruoli tra loro inconciliabili:
o appunto Eva la tentatrice, causa stessa del Peccato Originale
o Maria, il femminile impossibile perché al tempo stesso … vergine e madre!
E non a caso nell’immaginario collettivo trasmesso nei secoli la strega è per eccellenza l’opposizione radicale al “Femminile” inteso, ça va sans dire, nell’accezione patriarcale del termine, una figura che unisce insieme:
L’anti- maternità, ovvero l’odio per i bambini (uccisi, mangiati, sacrificati a Satana)
l’impudicizia (la strega“copula”, e con una certa soddisfazione),
il ballo (sempre condannato nella sua componente di liberazione del corpo)
e il riso, considerato da sempre un atto deformante e sovversivo contro ogni principio di autorità
In questo contesto radicato nell’immaginario, se la saggia Ipazia fu lapidata perché non solo osava aprire bocca ma addirittura insegnava agli uomini, possiamo ben immaginare la fine di un’adolescente, sia pure vergine, alla guida di un esercito!
SANTE O STREGHE
Parliamo di Giovanna d’Arco naturalmente, la ragazzina che tra il 1429 e il 1431
guidò le truppe francesi contro l’Inghilterra in una guerra che durava da quasi 100 anni
riconquistò la città – chiave di Orleans
riconsegnò la corona al delfino di Francia
e a 19 anni fu condannata al rogo da 131 esperti tra accademici, teologi e uomini di legge con una sola accusa fondamentale:
“Aver abbandonato la modestia del suo sesso disobbedendo alla Chiesa e alle stesse regole di Dio… “
Traduco? Essersi vestita da uomo!
E se Luc Besson nel 1999 dipingeva Giovanna come una matta guerrafondaia tormentata dal rimorso perché “superba, egoista e crudele”
è significativo che il regista Carl Dreyer nel suo capolavoro del 1928 “La passione di Giovanna d’arco” ce la racconti invece come un’innocente martire della libertà contrapposta ad una schiera di uomini di potere, tra cui un ometto tozzo con elmetto e mascellone chiaramente ispirato al nostro Duce!
Che il 1928 fosse un anno difficile in effetti non c’è dubbio: Mussolini era già un dittatore conclamato mentre Hitler preparava la sua ascesa con il suo best seller - Mein Kampf (10 milioni di copie vendute solo tra il 1925 e il ’45!) le cui parole d’odio andavano diffondendosi in tutta Europa…
Un contesto paurosamente simile a quello di oggi, dove hate speach, propaganda e disinformazione ben promossi dai tecnocrati pro-Trump della Silicon Valley stanno avvelenando il continente.
GOVERNO DA PAURA
“In un mondo governato dalla paura a essere condannati basta solo … essere accusati”.
Già, proprio “la paura” sapientemente strumentalizzata è la chiave per capire il fenomeno della caccia alle streghe, come racconta il film del 1996 “The crucible - La seduzione del male” in cui è ricostruita l’isteria collettiva che nel 1692 a Salem in Massachussets portò a processo per stregoneria circa 200 persone condannandone ben 20 alla forca.
Quando nel 1953 Arthur Miller aveva scritto il dramma teatrale da cui è tratto il film infatti, il clima di terrore che oltre due secoli prima aveva contaminato la piccola comunità di Salem era lo stesso dell’America maccartista in cui era immerso lo scrittore, solo che al posto delle streghe “sedotte da satana” a finire a processo c’era chiunque fosse accusato di “simpatie comuniste”, altresì dette “attività anti-americane”.
Oggi li chiamano “Antifa”.
LA SANTA ALLEANZA
Esiste infatti un legame esplicito tra determinati momenti della “grande storia” e la storia della caccia alle streghe, e come vedremo questo legame coincide con la centralizzazione del potere politico, quel processo che ebbe il suo apice tra la fine del 1400 e la fine del ‘600 per la costruzione del nuovo ordine assolutista degli stati- nazione.
COME?
Con l’alleanza strategica tra potere politico, giudiziario e religioso, di cui il “Malleus Maleficarum” fu strumento importantissimo.
MALE, ANZI MALLEUS
Redatto dai frati tedeschi Kramer e Sprenger come “manuale d’istruzioni” per scoprire, processare e condannare le streghe, tra il 1487 e il XVII secolo grazie all’invenzione della stampa fu pubblicato in oltre 34 edizioni e tradotto dal latino in 3 lingue, diffondendo in Europa e nel “nuovo mondo” le basi procedurali della persecuzione:
Delazione, ovvero denunce in forma anonima
Convocazione delle presunte streghe
Denudamento delle suddette per la ricerca del marchio del diavolo (un qualsiasi segno nel corpo considerato strano)
Tortura (se non confessavano era il diavolo a dar loro la forza, se sopravvivevano anche)
e infine la confessione dettagliata della partecipazione al sabba, la cerimonia in omaggio a Satana che con i suoi balli, banchetti e riti orgiastici rappresentava il vero fulcro di ogni processo,
come racconta il film “Akelarre – il sabba” (2020) di Pablo Aguero, ispirato ai processi per stregoneria che colpirono i Paesi Baschi tra il 1608 e 1610.
Un impianto processuale che continua ancora oggi nei processi per STUPRO e FEMMINICIDIO sotto il nome di “vittimizzazione secondaria”, in cui è troppo spesso la stessa vittima a dover provare, se ancora viva, la sua “innocenza”, insomma … a dimostrare di non aver provocato “il male”!
C’ERA UNA VOLTA… NON SOLO IN GERMANIA
“E per darmi la prova sicura che tu l’hai uccisa mi porterai il suo cuore”
Regine crudeli (“Biancaneve”), vecchine cannibali (“Hansel e Gretel”) e matrigne aguzzine (“Raperonzolo”)…
Pubblicate per la prima volta nel 1812, le famose “Fiabe del focolare” dei due filologi tedeschi Jacob e Wilhelm Grimm erano state raccolte in parte da storie e leggende europee, ma il loro nucleo principale proveniva soprattutto dalla tradizione orale germanica, dove evidentemente la figura della strega era ben radicata nelle cronache e nella memoria!
Nei circa 3 secoli in cui si concentrò la caccia alle streghe infatti la Germania poté vantare il numero record di 50.000 processi su 110.000 contro:
i 10.000 di Polonia e Francia
i 9.000 della piccola Svizzera (la “neutrale”)
e i 5.000 di Italia, Spagna e Isole britanniche!
Quanto ai numeri complessivi della strage che fino a qualche decennio fa erano calcolati in 8 /10 milioni di vittime, oggi vengono ridotti a circa 60.000 da storici come lo statunitense Brian P. Levack dell’università di Austin,
ma questa cifra non comprende le innumerevoli morti per tortura e quelle di cui non ci sono pervenuti gli atti processuali, troppo spesso dati alle fiamme insieme alle vittime!
E soprattutto non spiega come fu possibile un fenomeno che nell’80% dei casi vide vittime donne, per lo più umili guaritrici, levatrici ed erbaiole anziane e sole.
LA FORMULA MAGICA
“Il modo migliore per tenere unite le persone è dare loro il perfetto nemico”
ci ricorda il film “Wicked” del 2025, in cui a specchio di un’America stregata dal trumpismo ci viene raccontato come “nasce” (o meglio: viene “costruita”) una strega e perché è un perfetto strumento di potere.
L’Europa del ‘500 e ‘600 infatti aveva particolarmente bisogno di capri espiatori, segnata com’era dalla paura dei CAMBIAMENTI EPOCALI in corso terribilmente affini a quelli che viviamo oggi:
La prima globalizzazione seguita alla scoperta delle Americhe, con il feroce saccheggio dei territori conquistati e lo sterminio dei “cosiddetti selvaggi” che le abitavano
Le guerre di religione che, dalla Riforma Protestante alla Controriforma Cattolica, insanguinarono il continente tra il 1500 e il ‘600 per la sua spartizione geopolitica
l’invenzione di un nuovo media, la stampa, che oltre al sapere, iniziava a diffondere anche propaganda e disinformazione
Ma anche le malattie, carestie e calamità naturali che, insieme alla diffusa crisi economica, colpirono la popolazione europea stremata dalle guerre e dalla cosiddetta “Piccola era glaciale”, il radicale abbassamento delle temperature che alcuni climatologi attribuiscono proprio all’impatto della colonizzazione europea nel nuovo mondo (circa 24 milioni i nativi sterminati in soli 100 anni e la devastazione di interi ecosistemi!)
Che si trattasse di vendette personali, strategie per giustificare povertà e crisi economica, superstizioni legate alla morte di un familiare o a qualsiasi altra disgrazia, la strega si era dunque trasformata nel capro espiatorio perfetto, e ci vorrà la diffusione dell’illuminismo e del Codice Civile Napoleonico, base giuridica della laicità dello stato, per porre fine alla strage.
Tutto finito allora? Non proprio.
OGNI EPOCA, LA SUA STREGA
Allineate allo spirito del tempo, le streghe negli anni hanno riflesso su di sé ciò che il loro tempo proiettava loro, e il cinema in questo è stato come sempre maestro.
Tra le due guerre mondiali ad esempio sono state protagoniste di alcuni capolavori europei che attraverso di loro hanno raccontato la violenza e sopraffazione dell’epoca.
Pensiamo al docufilm del 1922 “Haxan – la stregoneria attraverso i secoli” del regista svedese Benjamin Christensen, in cui la stregoneria è associata alla superstizione e alla malattia mentale in un estremo tentativo di riportare lucidità in un mondo che stava scivolando nell’orrore dei totalitarismi,
o ai due capolavori di Carl Theodor Dreyer tra cui il già citato “La Passione di Giovanna D’Arco” del 1928 e “Dies Irae” del 1943, dove il sistema chiuso e oppressivo di una piccola comunità danese del 1623 è chiaramente associato a quello della Danimarca sotto l’invasione nazista.
E anche dopo che l’Europa si era risollevata dalla catastrofe mondiale, le streghe hanno continuato a “stregare” l’immaginario, trasformandosi negli anni
in casalinghe magiche nell’America conservatrice del dopo guerra (le serie tv “Vita da strega” del 1964 – 1972 e “Strega per amore” del 1965 -70)
in pericolose matriarche a guida di una scuola di danza (“Suspiria” di Dario Argento, 1977) o adolescenti fuori da ogni controllo sociale e familiare (“L’esorcista” di Friedkin del 1973 e “Carrie” di Brian De Palma 1977), a specchio e spauracchio delle femministe degli anni ’70,
in donne organizzate in un feroce modello aziendalista (vedi il libro cult “Le streghe” di Roald Dahl, 1983) o singles non più disposte a fare sacrifici per il loro uomo (“Le streghe di Eastwick” di George Miller 1987) nei “ruggenti” anni ‘80
e in ragazzine sexy e pericolose come nella serie tv “Giovani streghe” (1996) o nella commedia romantica “Amori & Incantesimi” (1998), in piena sintonia con la sorellanza molto Spice Girls e “Girlpower” degli anni ‘90
LE STREGHE SON TORNATE
“E’ mia la colpa se moriremo di fame, freddo e maledetti dalla strega”
Qualcosa inizia a cambiare col nuovo millennio, quando torna progressivamente ad insinuarsi nell’immaginario collettivo una lenta ma inesorabile colpevolizzazione del femminile.
Ricordate l’autoaccusa disperata e smocciolante della povera protagonista di “The Blair Witch Project”, “colpevole” di aver convinto due compagni di corso a filmare un documentario nel bosco infestato da una strega?
In quel finto documentario che nel 1999 rese milionari i due giovani registi Myrick e Sánchez grazie ad una geniale campagna andata virale nella nascente rete internet c’era già un buon preavviso di come le donne, in questo caso una studentessa saccente con ambizioni di regia, avrebbero canalizzato la colpa di ogni disgrazia,
ma se il concetto non fosse stato sufficientemente chiaro, in “Antichrist” del 2009 il danese Lars Von Trier ce lo spiega benissimo.
“Se la natura umana è male, questo vale ugualmente per la natura delle donne… la natura del femminile”
riflette la protagonista Charlotte Gainsburg, e non importa se all’epoca il tracollo di Wall Street e dell’intera economia mondiale fosse stato causato dall’avidità tracotante di trader, banchieri e potenti affaristi tutti uomini: come da miglior tradizione misogina nel film di Von Trier è la “natura del femminile” (ma anche il femminile come natura, irrazionalità e istinto, classica accusa della tradizione patriarcale) l’origine di ogni male, l’Anticristo!
Seguendo la trama infatti la nostra Charlotte:
si isola in una casa tra i boschi per superare la morte del figlio di cui naturalmente è ritenuta colpevole (faceva sesso con soddisfazione “trascurando” il minore!)
riprende in mano la sua tesi sulla stregoneria dal titolo emblematico “Gynocide”
si convince di essere una strega intervallando momenti di violenza a libidine (!)
e finisce … bruciata dal marito Williem Defoe!
Eh già, nel nuovo millennio “Le streghe son tornate” come titola il film di Alex De la Iglesia (2013) dove queste sono folle di donne inferocite contro poveri uomini oppressi da divorzi e crisi economica, ma al di là dello spunto comico del regista spagnolo, il fatto è che film disturbanti e terribili come
Il già citato Antichrist di Lars Von Trier (2009)
The Witch di Robert Eggers (2015)
Hagazussa – la strega di Lucas Feigelfeld (2017)
Hereditary di Ari Aster (2018)
e Weapons di Zach Cregger (2025)
ci mostrano un ritorno in grande stile delle streghe, e lo fanno sempre attraverso lo sguardo di registi uomini che ce le raccontano accogliere volontariamente il Male come unico possibile strumento di potere, che si tratti di disperazione o vendetta contro violenza e marginalizzazione.
E’ IL POTERE, BELLEZZA!
“Il potere risiede dove gli uomini ritengono che risieda: è un trucco, un’ombra sul muro!”
Ci ricorda la serie tv “Il trono di Spade” (2011 – 2019) con le sue donne spietate e molto streghe,
e che il potere sia da troppo tempo in mano ad una cricca di uomini di mezza età arrapati e misogini che condizionano politiche e economie di tutto il mondo per il loro personale profitto scambiandosi informazioni, ricatti e minorenni ce lo mostrano senza ambiguità gli Epstein Files e gli scenari di guerra che stanno infiammando il pianeta al di fuori di ogni ragionevolezza, diplomazia e legalità.
Dunque non lasciamoci incantare e apriamo bene gli occhi.
Se è ormai evidente che sessismo, misoginia, hate speach e disinformazione sono parte del pacchetto offerto nelle loro piattaforme dai tecnocrati della Silicon Valley a sostegno di un nuovo “ordine” mondiale fondato sulla sopraffazione e sulla paura, è anche evidente che in questo momento il nemico n 1 è il “migrante”, lo “straniero”,
l’arma di distrazione di massa perfetta per una classe dirigente corrotta o totalmente inadeguata di fronte alle soverchianti crisi economiche, politiche, militari e ambientali che stanno infettando le nostre democrazie.
E’ il potere, bellezza!
Allora usiamo quello che ci resta per reinvetarlo in forma nuova: abbiamo la disobbedienza, abbiamo il nostro voto, abbiamo la nostra voce e abbiamo il riso, da sempre un’arma sovversiva e potentissima!
FILMOGRAFIA
1922 Haxan - La stregoneria attraverso I secoli di Benjamin Christensen
1927-28 La passione di Giovanna D’Arco di Carl Dreyer
QUI il film
1937 Biancaneve e i 7 nani di Walt Disney
1939 Il mago di Oz di Victor Fleming
1943 Dies Irae di Carl Theodor Dreyer
QUI il film
1964-1972 Vita da strega serie tv USA
1965-70 Strega per amore serie tv USA
1968 Rosemary’s Baby di Roman Polanski
1973 A Venezia un dicembre rosso shocking di Nicolas Roeg
1976 Carrie lo sguardo di satana di Brian De Palma
1977 Suspiria di Dario Argento primo capitolo della “Trilogia delle tre madri”
1980 Inferno di Dario Argento
1987 Le streghe di Eastwick di George Miller
1990 Chi ha paura delle Streghe? di Nicolas Roeg da Roald Dahl
1996 Giovani Streghe di Andrew Flaming
1996 La Seduzione del male di Nicholas Hytner tratto da “Il crogiolo” di Henry Miller
1998 Amore & Incantesimi di Griffin Dunne con Sandra Bullock e Nicole Kidman
1998-2006 Streghe serie tv USA
1999 Giovanna D’Arco di Luc Besson
1999 The Blair Witch Project di Daniel Myrick e Eduardo Sánchez
1999 Il mistero di Sleepy Hollow di Tim Burton
2000 The Gift di Sam Raimi
2005 Vita da strega di Nora Ephron con Nicole Kidman
2005 I fratelli Grimm e l’incantevole strega di Terry Gilliam
2007 La terza madre di Dario Argento
2009 Agora di Alejandro Amenabar
2009 Antichrist di Lars Von Trier
2010 Rapunzel di Walt Disney
2011-2019 Game of Thrones serie tv serie tv ideata da David Benioff e D. B. Weiss
2012 Biancaneve e il cacciatore di Rupert Sanders
2013 Hansel e Gretel cacciatori di streghe di Tommy Wirkola
2013 Le streghe son tornate di Alex de La Iglesia
2015 The Witch di Robert Eggers
2017 Hagazussa – la strega di Lucas Feigelfeld
2018 Hereditary di Ari Aster
2018 Suspiria di Luca Guadagnino
2020 Le Streghe di Robert Zemeckis da Roald Dahl
2020 Gretel e Hansel di Oz Perkins
2020 Akelarre– il Sabba di Pablo Aguero
2024 Wicked di Jon M. Chu
2024 Witches di Elizabeth Sankey
2024 Nosferatu di Robert Eggers
2025 Weapons di Zach Cregger
ARTICOLI
Misoginia, filosofia grece e padri della Chiesa
Wikipedia Donne nell'antica Grecia
National Geographic Uomini e santi che odiavano le donne
Il Manifesto L'inferiorità femminile è una costruzione epistemica
Caccia alle streghe
Wikipedia Caccia alle streghe
Wikipedia Processo alle streghe di Salem
Ereticopedia Caccia alle streghe nei Paesi Baschi
Wikipedia Piccola era glaciale
LIBRI
Il mostruoso femminile - Tlon Edizioni
Eretiche - di Adriana Valerio Edizioni Il Mulino
Storia della stregoneria - di Giordano Berti Bruno Edizioni Mondadori
Streghe una storia di terrore - di Ronald Hutton Edizioni Il Saggiatore
Cinepolitik è un podcast ideato, scritto ed editato da Martina Tarozzi con la produzione di Officina del Podcast: se ti interessa sostenerlo, t’ invito a seguirlo nelle principali piattaforme streaming, ad aggiornarti sulla pagina Cinepolitik di Substack dove troverai gli articoli, i film e i link citati in ogni puntata e, naturalmente, a guardare la realtà sempre con sguardo critico, dentro e fuori dagli schermi




















