Chi è lo “Straniero” e come lo racconta il cinema?
Il tema è vasto come l’oceano e, come direbbero in tanti, “divisivo”, visto il clima ormai istituzionalizzato di criminalizzazione del migrante in cui siamo immersi, ma un breve viaggio attraverso film, dati e rotte inaspettate può darci nuovi orizzonti di comprensione e possibili porti di approdo.
SI, VIAGGIARE!
cantava Lucio Battisti, ed è inevitabile pensare che noi occidentali in questo siamo ampiamente privilegiati:
come riporta Henley & Partners, la più importante agenzia privata globale “per gli investimenti nella residenza e cittadinanza” nella sua ultima Classifica sul valore dei passaporti, se sei nato nella parte “giusta” del pianeta puoi andare dove ti pare seguendo desideri e aspirazioni, e comunque se sei ricco passaporto e cittadinanza puoi sempre comprarteli
con una cifra tra i 500.000 e i 5 milioni di dollari per un VISA americano
e tra il milione e i 2 milioni di euro per un passaporto maltese o cipriota, lasciapassare per l’Europa
Ma se sei povero e nato nella parte sbagliata del pianeta il conto da pagare è decisamente più “salato”.
IL PREZZO DELLA LIBERTA’
La regista tunisina Kawthar ibn Haniyya Leone d’argento 2025 a Venezia con il drammatico The voice of Hind Rajab lo ha raccontato perfettamente nel 2020 in L’uomo che vendette la sua pelle (qui il trailer): solo accettando di farsi tatuare da un famoso artista un visto Schengen sulla schiena, cioè trasformandosi in merce-opera d’arte vivente, il giovane siriano protagonista del film riuscirà ad arrivare in Europa sano e salvo, ma come per Faust il prezzo pagato sarà non solo la sua stessa pelle ma la sua stessa anima.
Per tutti gli altri non resta che una drammatica Odissea, troppo spesso non a lieto fine.
IL VIAGGIO DELLA SPERANZA
Ce lo spiega con amarezza da Lampedusa il dottore Pietro Bartolo nel film Orso d’Oro a Berlino 2016 Fuocoammare, ma anche Matteo Garrone con Io Capitano del 2023 e lo stesso Checco Zalone in Tolo Tolo, il film campione d’incassi nel 2020 sceneggiato da Paolo Virzì e lanciato da un video geniale e furbissimo che mirava proprio a portare al cinema tutta la fascia anti-immigrati della popolazione!
Escludendo i dispersi infatti, solo tra il 1993 e il 2018 sono stati 34.361 i morti accertati con nome e cognome tra uomini, donne e bambini che tentavano di arrivare in Europa: una lista dell’orrore che la ONG United ha compilato meticolosamente in occasione dei 25 anni dal Trattato di Maastricht, nel 2018.
E anche per chi ha la fortuna di arrivare vivo sul suolo europeo, americano o più in generale occidentale, le prospettive sono tutt’altro che felici, in aperta violazione dei principali trattati internazionali sui diritti umani e i diritti dei rifugiati.
MINACCE ALIENE E APARTHAID
Pur uscito nel 2009, il film District 9 (qui il trailer) del regista sudafricano Neill Blomkamp anticipa perfettamente la trasformazione dello straniero in un “nemico alieno” da segregare nei cosiddetti centri di prima accoglienza o rimpatrio:
vere e proprie prigioni come il nuovo Alligator Alcatraz inaugurato da Trump in California o i nostri CPR in Albania, dove da ottobre 2024 il governo Meloni ha speso oltre 74 milioni e 114.000 euro al giorno per trattenere in totale …. 206 persone!
Una spietata politica di respingimento e criminalizzazione che si riflette nel NUOVO PATTO EUROPEO PER LA MIGRAZIONE E L’ASILO approvato a maggio 2024 su pressione delle “nuove” destre al governo, Italia Meloniana in primis.
I punti principali?
RACCOLTA OBBLIGATORIA DEI DATI BIOMETRICI PER TUTTI GLI INDIVIDUI SOPRA I 6 ANNI, dati che verranno raccolti, conservati e condivisi dal data server europeo Eurodac proprio mentre alcuni paesi europei stanno legiferando sulla tutela dei dati biometrici dei propri cittadini!
IL TRATTENIMENTO OBBLIGATORIO dei migranti in strutture – carcere per tutto il tempo della domanda di asilo (dalle 12 alle 16 settimane) o della pratica di rimpatrio (mesi se non anni), mentre in precedenza nell’attesa erano liberi
IL TRASFERIMENTO FORZATO in centri di detenzione extra europei per chi si è visto rifiutare la domanda di asilo e sta aspettando il rimpatrio (nel solo 2024 il 58% delle richieste di asilo è stata respinta)
LA DELEGA A PAESI TERZI DELLA RESPONSABILITA’ SUL CONTROLLO DELLE FRONTIERE, dunque anche qui al di fuori da ogni controllo su eventuali violazioni dei diritti umani
cui si aggiunge l’introduzione dei concetti di:
CRISI, (la previsione di arrivi massicci di migranti),
FORZA MAGGIORE (circostanze impreviste tipo pandemie e catastrofi naturali) e
STRUMENTALIZZAZIONE (quando un paese terzo o un ente non governativo definito “ostile” promuove o facilita il movimento di cittadini extra eu alle frontiere europee)
Tutti elementi che nella nuova legislazione europea consentono agli stati di autoregolare a piacere le proprie politiche di respingimento
RISULTATO?
Ora la criminalizzazione è estesa anche alle stesse istituzioni internazionali per lo sviluppo e alle ONG, tra i temi al centro del film Green Border della regista polacca Agnieszka Holland presentato al Festival di Venezia nel 2023 (qui il trailer)
Lo Straniero come “alieno ad ogni diritto” insomma, come testimonia lo stesso ’”Alien Enemies Act” del 1798 rispolverato dal presidente Donald Trump per auto-conferirsi il potere di espellere senza processo chiunque provenga da un paese “ostile” …
Proprio lui, nipote di immigrati tedeschi e sposato 2 volte con immigrate dall’Est Europa!
NOI, STRANIERI
Eppure siamo stati proprio noi europei gli stranieri che, da Cristoforo Colombo in poi, hanno colonizzato, depredato, sterminato e schiavizzato intere popolazioni in ogni parte del globo per poi farneticare oggi della Grande Sostituzione Etnica che, come ha affermato il Ministro Lollobrigida, minaccerebbe il ricco e vecchio occidente in calo di natalità!
E siamo sempre noi gli stranieri emigrati in massa nelle Americhe in cerca di fortuna o in fuga da guerre e povertà: circa 4 milioni di italiani e 18 milioni di altri europei solo tra il 1880 e il 1924, come ricorda il museo dell’isola – fortezza di Ellis Island a New York e il suo incredibile database
RAZZISMO, COLONIALISMO E GERARCHIA DEL PRIVILEGIO
Da afroamericano di New York, città melting pot di culture che riunisce persone originarie da ogni parte del globo, nei suoi film Spike Lee ha sempre affrontato la complessa realtà americana e le tensioni interrazziali del suo paese, e penso in particolare
al film premio oscar 1990 Fa’ la cosa giusta (qui un momento significativo)
e a La 25° Ora del 2002, ode disperata alla New York straziata dagli attentati dell’11 settembre (qui la scena cult)
Ma è in Blakkklangsman, storia vera del poliziotto afroamericano che nel 1972 riuscì a infiltrarsi nel KKK e a smantellarne l’organizzazione, che Spike Lee nel 2018 realizza una tra le più potenti denunce della continuità tra fascismo suprematista e politica trumpiana (qui la scena)
E’ la politica del MAGA, Make America Great Again, specchio di un’America bianca, ricchissima e profondamente razzista pronta a cancellare senza rimpianti l’83% dei fondi USAID per lo sviluppo internazionale: una catastrofe economica e umanitaria che secondo un recente studio di Lancet entro il 2030 provocherà la morte di 14 milioni di persone di cui 4, 5 milioni di bambini sotto i 5 anni!
Ed è quello che sta succedendo a Gaza, un genocidio sotto gli occhi di tutti che ha per presupposto il diritto da parte dell’occidente “eletto” di poter determinare chi sono i “sacrificabili” nello spietato gioco di forza dello scacchiere internazionale
anche quando si tratta di bambini come la piccola Hind Rajab, intrappolata in una macchina a Gaza e uccisa il 29 gennaio 2024 da 355 colpi di un tank israeliano insieme alla sua famiglia e ai due operatori di Luna Rossa sopraggiunti a salvarla (qui il drammatico servizio di The National News )
o Alan Kurdi, il bambino siriano di 3 anni che il 2 settembre 2015 fu trovato senza vita sulla spiaggia di Budrum, in Turchia, diventando suo malgrado il simbolo della crisi umanitaria in Siria e delle politiche di respingimento europee.
TORNIAMO UMANI
I tempi terribili che stiamo vivendo richiedono di esporsi in prima persona e, come abbiamo visto a Cannes e ora a Venezia, il cinema lo sta facendo:
il Leone d’argento assegnato a “The voice of Hind Rajab” della regista tunisina Kawthar Ibn Haniyya ne è il simbolo, così come anche il Gran Premio della Giuria assegnato a “Sotto le nuvole” di Gianfranco Rosi, da sempre sostenitore del cine-documentario come Resistenza - o Sumud, come si legge in lingua araba-
Ma non basta.
Dobbiamo impegnarci in prima persona e sostenere con forza e soldi tutte le organizzazioni messe in ginocchio dai tagli USAID e da leggi che violano i più basici principi del diritto internazionale, tra cui:
- l’UNHCR delle Nazioni Unite, gravemente latitante in Libia e a Gaza
- Refugees in Lybia
- Insieme per la Palestina
- NAGA
- Amnesty International
- Human Rights Watch
- Open arms
- Mediterranea
- Emergency
- Medici senza frontiere
- Refugees Welcome Italia
- Sea Watch
Segnalo a questo proposito la mostra Non è Stato il mare visibile alla Fabbrica del Vapore di Milano fino al 28 settembre: non è una celebrazione per i 10 anni dell’organizzazione nata nel 2014 ma una denuncia senza appello alle politiche di respingimento decise dagli Stati Europei a partire dalla fine dell’Operazione Mare Nostrum, ultimo sussulto del diritto e dell’umanità “made in Italy”.
A tutti e tutte coloro che si battono per i diritti calpestati dei migranti un GRAZIE, in particolare all’Avvocata Anna Moretti che li sostiene quotidianamente con il suo lavoro e ha contribuito a mettere a fuoco alcuni punti fondamentali di questa puntata:
citando il titolo dell’ottimo documentario dell’amico Tomaso Pessina sull’artista Emilio Vedova presentato a Venezia nel 2019, Cinepolitik è e sarà sempre
“Dalla parte del naufragio”
Hai film o temi da suggerire?
Cinepolitik è un podcast indipendente e interamente autoprodotto: vuoi sostenerlo?
SPUNTI CINEMATOGRAFICI
1915 Nascita di una nazione di David Wark Griffith
1968 L’alba dei morti viventi di George Romero
1972 Aguirre furore di Dio di Werner Herzog
1985 Il colore viola di Steven Spielberg
1989 Fa la cosa giusta di Spike Lee
1991 Jungle fever di Spike Lee
1998 Beloved di Jonathan Demme
2006 I figli degli uomini di Alfonso Cuaron
2006 Nuovomondo di Emanuele Crialese
2009 Invictus di Clint Eastwood
2009 District 9 di Neill Blomkamp prodotto da Peter Jackson
2011 Terraferma di Emanuele Crialese
2012 Django Unchained di Quentin Tarantino
2013 12 anni schiavo di Steve McQueen
2015 Selma di Ava DuVernay
2016 I’m not your negro di Raoul Peck
2016 Fuocoammare di Gianfranco Rosi
2017 La forma dell’acqua di Guillermo del Toro
2017 Get Out di Jordan Peele
2017 Detroit di Kathryn Bigelow
2018 Green Book di Peter Farrelly
2020 L’uomo che vendette la sua pelle di Kawther Bin Haniyya
2020 His House di Remi Weekes
2020 Tolo Tolo di Lorenzo Medici-Checco Zalone
2023 Io Capitano di Matteo Garrone
2023 Green Border di Agnieska Holland
2023 The old oak di Ken Loach
2023 killers of the flower moon di Martin Scorsese
2024 Dahomey di Mati Diop
2025 Superman di James Gunn
2026 L’Odissea di Christopher Nolan
SPUNTI DI LETTURA
Lea Ypi “I confini di classe” Feltrinelli
Tzvetan Todorov “La conquista dell’America” Einaudi
Naomi Klein “Doppio: il mio viaggio nel mondo specchio” Ed. La nave di Teseo
“L’immigrazione fa bene alla crescita” di Sandrine Morel da Internazionale 1 maggio 2025
“I Fascisti dell’Apocalisse” di Naomi Klein su Internazionale 9 maggio 2025
“What Spain can teach to the rest of Europe”da The Economist:
“Il Salasso dei cpr in Albania” da Corriere Blog di luglio 2025
“The list of 34361 men, woman and children who perished trying to reach Europe” da The Guardian 20 giugno 2018
“Quanto vale il tuo passaporto”, Internazionale 22-28 febbraio 2019
“Trattenuti” report di Actionaid e Università di Bari
SPUNTI DA ASCOLTARE
- “i confini della cittadinanza” di Stefano Feltri Revolution – 23 maggio 25
- “La crescita economica della Spagna” da Tutta la città ne parla 16 aprile 2025
- “Gen Soli – italiani senza cittadinanza” di Maria Russo e Fatima El Mouh
- “Sulla Razza” di Nadeesha Uyangoda, Nathasha Fernando e Maria Catena Mancuso.


















